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di Sara Marangon

Forbici, spazzola e asciugacapelli: torna la sfida tra parrucchieri

Il parrucchiere dell'anno 02 ott 2021

È arrivato il momento di farsi belli. Dunque, dopo essersi seduti su una comoda poltrona, essersi fatti lavare, tagliare, sistemare, acconciare o colorare i capelli, non bisogna dimenticarsi di votare. Inizia infatti lunedì 4 ottobre la seconda edizione de “Il parrucchiere dell’anno”, la speciale gara volta a decretare il re o la reginetta della categoria. Che siano hair stylist o barbieri, l’importante è che l’attività dove lavorano sia a Vicenza o in provincia.

 

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Ma quanti saloni ci sono nel nostro territorio? A fare il punto della situazione è la presidente provinciale della categoria acconciatori di Confartigianato Imprese Vicenza, Renata Scanagatta, che spiega: «Si contano circa 1.800 attività, ma la pandemia del 2020 è stata un dramma. Per la prima volta nella storia recente il nostro comparto ha chiuso, e non senza conseguenze. Il lock down ha messo in luce molte contraddizioni, ci ha tolto la possibilità di relazionarci con i clienti e, per assurdo, ha dato lavoro a irregolari e abusivi. Ma ha anche fatto capire l’importanza delle norme d’igiene e di sicurezza, allineando tutti a standard di comportamento corretti».

Parlando invece di tendenze, Scanagatta racconta: «La moda dei tagli, del colore e delle acconciature segue da sempre il mood del momento e l’interpretazione dei costumi; dopo un periodo d’inquietudine collegato al Covid sta rifiorendo la voglia di vitalità che si riflette nella ricerca dello stile, del buon gusto e dell’eleganza. Ad esempio nel colore stanno tornando tonalità tenui proprio per trasmettere un senso di leggerezza negli stati d’animo. Inoltre la clientela, com’è emerso da una recente indagine sui modelli di consumo condotta da Confartigianato, ha riscoperto il valore della consulenza di benessere che il parrucchiere sa dare al cliente. Per questo abbiamo avviato dei progetti che mirano ad accrescere la preparazione dei professionisti insegnando loro a percepire eventuali segnali di malessere psicofisico, senza però mai invadere la privacy». Negli ultimi anni si vedono sempre più uomini affacciarsi a saloni di hair stylist o di barbieri. «L’uomo dedica sempre più tempo e attenzione alla cura del proprio look - chiude la presidente -. Lo dimostra il rifiorire di saloni puri di barberi e lo confermano gli speciali cosmetici pensati proprio per la cura dell’uomo. Un esempio concreto: anche le persone calve hanno bisogno del parrucchiere perché il cuoio capelluto necessita di essere nutrito e curato. Infine vediamo sempre più spesso saloni di parrucchieri abbracciare un concetto più ampio che consiste nell’arricchire l’esperienza del cliente in salone con un qualcosa in più di un trattamento estetico. L’appuntamento diventa quindi una pausa di serenità e benessere. Chi va dal parrucchiere esce con le endorfine a mille: la sensazione di bellezza e comfort che prova non ha prezzo».
 

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