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di Sara Marangon

«La scuola non basta». Parrucchiere si diventa

Katia Marcheluzzo 19 ott 2021
Katia Marcheluzzo alle prese con un taglio nel suo salone di Trissino (FOTO MARANGON) Katia Marcheluzzo alle prese con un taglio nel suo salone di Trissino (FOTO MARANGON)

Prosegue la pubblicazione dei tagliandi per la seconda edizione della sfida lanciata dal GdV e dedicata al re o alla regina di forbici e asciugacapelli che porterà a nominare il "Parrucchiere dell'anno". Ai lettori il compito di ritagliare i coupon, compilarli e spedirli o consegnarli in redazione.

Diventare parrucchiere è un desiderio che spesso si manifesta da giovani seguendo l'inclinazione nel curare l'aspetto proprio e quello altrui. Chi poi decide di farne un'occupazione parte dagli istituti professionali: tre anni di studi, al termine delle scuole secondarie di primo grado, per conseguire la qualifica e poter lavorare in un salone. Più un eventuale anno per ottenere l'abilitazione professionale che permette di avviare un'impresa. Saranno sufficienti quattro anni d'istruzione per maturare le competenze necessarie? «Non conta la quantità ma la qualità della formazione - spiega Katia Marcheluzzo, consulente di bellezza e titolare dell'omonimo salone a Trissino - e non si deve guardare al diploma come ad un traguardo: da qui deve partire un percorso di studi continuo, fondamentale per aggiornarsi e adeguarsi ai cambiamenti della moda e dei gusti della clientela». Le scuole permettono di prepararsi alla professione in un arco temporale relativamente breve, non sufficiente però a conseguire un diploma d'istruzione secondaria per accedere ad altri percorsi. Buona parte del piano di studi è dedicato a materie di cultura generale per effetto dell'obbligo formativo che vige fino al secondo anno di scuola superiore. Così chi esce dalle scuole può vantare sì la qualifica, ma la preparazione dovrà conseguirla sul campo. Gli studenti si trovano alle prime armi ed ecco perché sono stati di recente avviati nuovi corsi in alternanza scuola/lavoro che consentono lo sviluppo di competenze nei saloni. «I percorsi attuali sono insufficienti - conferma Marcheluzzo - serve un lungo apprendistato che richiede da parte nostra adeguate capacità nel trasmettere le competenze e dall'altra una predisposizione alla professione. Meglio sarebbe prevedere una formazione iniziale più lunga». Confartigianato da tempo denuncia la difficoltà delle imprese di reperire operatori all'altezza e dei giovani d'inserirsi in questo mercato. Allo studio c'è una proposta che verrà discussa con la Regione: estendere a cinque anni il percorso scolastico per parrucchieri, al pari di altri piani d'istruzione e formazione professionale

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