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di Sara Marangon

Parrucchieri, la ripresa ostacolata dagli abusivi. «Mettono a rischio la salute dei clienti»

25 ott 2021
La parrucchiera Sofia Bortolan è specialista dello stile "raccolti" (foto S. Marangon) La parrucchiera Sofia Bortolan è specialista dello stile "raccolti" (foto S. Marangon)

Dopo la cerimonia di premiazione che lo scorso venerdì ha posto fine alla sfida estiva decretando la migliore gelateria del territorio Berico, si torna a parlare di acconciature, tagli e salute dei capelli. L'occasione è la seconda edizione del contest lanciato da Il Giornale di Vicenza in collaborazione con Confartigianato Vicenza e volto ad eleggere il "Parrucchiere dell'anno".

Oltretutto proprio domani è prevista l'uscita dello speciale tagliando da 20 punti. Ci sarà tempo fino alla metà del mese di dicembre per ritagliare i coupon, compilarli con il nome del proprio hair stylist o barbiere di fiducia, e spedirli o consegnarli a mano alla redazione vicentina.

 

Ed ora che i saloni sono più o meno ritornati a lavorare a pieno regime, dopo un lungo periodo difficile, forse vale la pena fare un passo indietro - a circa un anno e mezzo fa - per capire cos'ha rappresentato la pandemia per questa categoria di professionisti. Sicuramente un periodo pieno di contraddizioni collegate ai vari lockdown che si sono susseguiti e ovviamente all'impossibilità di lavorare con i propri clienti e sui loro capelli.

L'abusivismo. Nel periodo più critico di espansione del contagio le persone non si sono potute recare dal proprio parrucchiere di fiducia disabituandosi un po' ai servizi tradizionali offerti nei saloni. Ma non tutti gli operatori si sono fatti frenare dai timori legati al Covid-19 e dalle ordinanze che prevedevano la chiusura dell'esercizio: alcuni, in forma clandestina, hanno comunque operato a domicilio. Una pratica vietata dalla legge e soprattutto uno schiaffo agli imprenditori in regola poiché da una parte c'erano i saloni obbligati alla chiusura, ma dall'altra non mancavano gli abusivi liberi di agire. «Lo dimostrano anche alcuni casi di cronaca apparsi di recente sulle pagine de Il Giornale di Vicenza - fanno sapere da Confartigianato -. Soggetti che fanno i parrucchieri in casa propria e che contravvengono alle regole del mercato e al fisco, senza contare la completa noncuranza della sicurezza nei confronti delle persone che si sottopongono ai loro trattamenti».

 

La testimonianza. «Non capisco come donne e uomini possano trovare conveniente recarsi da operatori abusivi - afferma Sofia Bortolan, titolare del salone Espressioni moda di Barbarano Mossano -. Con la speranza di spendere, forse, qualche euro in meno rispetto a chi opera regolarmente nei saloni, corrono il rischio di rimetterci in salute. È accaduto proprio una decina di giorni fa con una donna colpita ad un occhio da una casalinga improvvisatasi parrucchiera. Per non parlare inoltre della probabilità di contrarre patologie, infezioni ed allergie cutanee che possono arrecare un danno estetico permanente».

 

L'appello. Le fa eco Confartigianato Vicenza che evidenzia quanto il fenomeno dell'abusivismo danneggi troppo spesso le attività economiche che sono in regola. Da qui gli appelli che vengono lanciati ai Comuni ma anche agli Organismi di vigilanza che hanno il potere sia di controllare l'esistenza di attività fuori legge, sia di ammonire gli irregolari sulle conseguenze amministrative e penali in cui potrebbero incorrere. «È pur sempre una questione culturale - prosegue Sofia Bortolan, specialista in raccolti e attenta alla salute di cute e capelli - chi va dagli abusivi pensa di trarne vantaggio. Sono magari le stesse persone che poi si lamentano della mancanza di servizi pubblici e di aiuti dal Governo. A guardare bene, però, i responsabili sono proprio coloro che, favorendo i disonesti e con essi l'evasione fiscale, non collaborano al bene comune arrecando un danno a tutti».

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